Tutto quello che c’è da sapere sull’articolo 515-5 del Codice civile e le unioni legali

Due persone firmano un PACS davanti a un ufficiale di stato civile. Alcuni anni dopo, si separano e scoprono di avere letture diverse su ciò che appartiene a ciascuno. Il nodo del problema si trova spesso in un solo testo: l’articolo 515-5 del Codice civile, che stabilisce le regole di proprietà dei beni tra i partner pacsati.

Regime di separazione dei beni per default nel PACS

Hai firmato un PACS senza redigere una convenzione particolare? Il Codice civile prevede allora un regime semplice. Ogni partner rimane proprietario di ciò che acquisisce da solo. È il principio stabilito dall’articolo 515-5, comma 1.

Concretamente, se uno dei partner acquista un veicolo o dei mobili a suo nome, quel bene gli appartiene in via esclusiva. L’altro partner non ha alcun diritto su di esso, nemmeno dopo anni di vita comune.

Questo meccanismo si distingue nettamente dal matrimonio sotto il regime legale, dove i beni acquisiti durante l’unione sono presunti comuni. Nel PACS, è l’inverso: la separazione è la regola, la messa in comune è l’eccezione. Per comprendere l’articolo 515-5 del codice civile in tutta la sua portata, è necessario tenere a mente questo principio prima di esaminare le varianti possibili.

Resta la questione della prova. Quando nessuno dei due partner può dimostrare che un bene gli appartiene, quel bene è considerato indiviso per metà. Questa presunzione di indivisione, prevista dallo stesso articolo, genera gran parte delle controversie durante le separazioni.

Coppia di donne che consultano documenti giuridici relativi al regime dell'indivisione nel contesto di un PACS

Indivisione volontaria: la scelta dell’articolo 515-5-1 del Codice civile

I partner possono decidere di andare oltre. Redigendo una convenzione di PACS specifica, optano per il regime dell’indivisione organizzata, previsto dall’articolo 515-5-1.

In questo caso, i beni acquisiti insieme o separatamente durante il PACS appartengono a entrambi in parti uguali. Questo regime assomiglia di più a quello del matrimonio, con una differenza fondamentale: deriva da una scelta esplicita, non da un automatismo.

Ciò che rimane proprietà esclusiva di ogni partner

Anche sotto il regime di indivisione, alcuni beni sfuggono alla messa in comune. L’articolo 515-5-2 del Codice civile elenca queste eccezioni:

  • Le somme di denaro percepite dopo la conclusione del patto e non ancora utilizzate per acquistare un bene (stipendi non investiti, ad esempio)
  • I beni di carattere personale, come i vestiti o gli strumenti di lavoro propri di uno dei partner
  • I beni acquisiti con denaro ricevuto per donazione o successione, o con fondi detenuti prima della firma della convenzione di indivisione

Queste esclusioni proteggono il patrimonio individuale. Un partner che eredita un bene immobile durante il PACS non deve condividerlo, nemmeno sotto il regime di indivisione volontaria.

Crediti tra partner: ciò che la giurisprudenza recente ha cambiato

Un caso frequente illustra la difficoltà. Uno dei partner finanzia da solo la ristrutturazione di un bene indiviso, o rimborsa da solo le rate di un prestito immobiliare contratto in due. Al momento della separazione, questa persona vuole recuperare il suo investimento. Si parla allora di credito tra partner.

La Corte di cassazione ha consolidato il suo metodo di calcolo di questi crediti tra il 2023 e il 2026. Il calcolo si basa sull’articolo 815-13 del Codice civile, inizialmente concepito per l’indivisione successoria ma ora applicato ai coppie pacsate e persino ai conviventi.

Metodo di calcolo adottato dalla Corte di cassazione

Il giudice determina prima la proporzione del finanziamento apportato dal partner creditore. Poi applica questa proporzione al valore attuale del bene e confronta il risultato con la spesa iniziale. L’importo più elevato viene considerato.

Perché questo dettaglio è importante? Perché un bene immobile acquistato dieci anni fa vale spesso molto di più oggi. Il partner che ha finanziato da solo recupera un credito indicizzato sul valore attuale del bene, non solo la somma che ha speso. È un punto che molti partner ignorano al momento della rottura.

Legge del 7 aprile 2026: la divisione giudiziaria estesa ai partner di PACS

Fino a poco tempo fa, i partner pacsati in conflitto sulla divisione dei loro beni non avevano sempre un quadro procedurale chiaro. La legge del 7 aprile 2026 sulle successioni bloccate ha modificato l’articolo 840 del Codice civile per includere espressamente i partner di PACS e i conviventi.

La divisione giudiziaria è ora aperta a tutte le coppie, indipendentemente dal loro stato. Prima di questa riforma, solo i coniugi e gli eredi beneficiavano di una procedura regolata dalla legge per risolvere i disaccordi sulla ripartizione dei beni.

Questa evoluzione ha una conseguenza pratica diretta. Un partner pacsato che rifiuta di vendere un bene indiviso o di riacquistare la parte dell’altro può ora essere citato in giudizio per la divisione giudiziaria. Il giudice interviene quindi per ordinare la vendita o fissare le condizioni del riacquisto.

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Convenzione di PACS: anticipare piuttosto che subire il regime per default

Il regime di separazione dei beni per default si adatta a alcune coppie, ma espone i partner a difficoltà di prova. Chi non può dimostrare di aver finanziato un bene rischia di trovarsi comproprietario al 50% di un oggetto che ha pagato interamente.

Redigere una convenzione di PACS dettagliata consente di anticipare queste situazioni. Alcuni punti meritano particolare attenzione:

  • Specificare la scelta del regime (separazione o indivisione) e le ragioni di questa scelta, per evitare qualsiasi ambiguità in caso di controversia
  • Menziore i beni importanti acquisiti prima del PACS, con i giustificativi di proprietà
  • Prevedere le modalità di contribuzione alle spese comuni, indicando la ripartizione scelta (uguale, proporzionale ai redditi, o altro)

Far registrare la convenzione da un notaio piuttosto che in tribunale offre un livello di consulenza aggiuntivo. Il notaio verifica la coerenza delle clausole e avverte i partner sulle conseguenze patrimoniali delle loro scelte.

Il PACS rimane un contratto. A differenza del matrimonio, non crea un regime matrimoniale in senso stretto. Questa flessibilità è un vantaggio per i partner ben informati, ma una trappola per coloro che firmano senza leggere gli articoli 515-5 e seguenti del Codice civile. La recente consolidazione della giurisprudenza sui crediti e l’apertura della divisione giudiziaria alle coppie pacsate rendono questa lettura più utile che mai.

Tutto quello che c’è da sapere sull’articolo 515-5 del Codice civile e le unioni legali